Da oggi l’AI Act si applica come regola generale: cosa scatta per gli enti
Da oggi, 2 agosto 2026, l’AI Act si applica come regola generale. Per gli enti pubblici, uno degli effetti più immediati riguarda gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50, soprattutto quando l’IA interagisce con i cittadini o viene utilizzata per creare contenuti da pubblicare.
Notizia pubblicata il 02/08/2026
Chi usa un chatbot deve poter capire che sta interagendo con un sistema di IA.
Il fornitore è tenuto a progettarlo in questo modo, mentre l’ente deve verificare che il nome scelto e i messaggi visualizzati non nascondano questa informazione. Se poi pubblica immagini, audio o video realistici generati o manipolati con l’IA, deve indicarlo.
Lo stesso vale per i testi generati che informano il pubblico su questioni di interesse pubblico, salvo che siano stati sottoposti a revisione umana o controllo editoriale e una persona ne assuma la responsabilità editoriale.
Non entrano invece in applicazione oggi le regole sui sistemi ad alto rischio dell’Allegato III: il Regolamento (UE) 2026/1744 ha spostato quella scadenza al 2 dicembre 2027.
Cosa significa per l’RTD?
Se il sito dell’ente ha un chatbot, controlla il suo primo messaggio: deve essere chiaro che si tratta di un assistente automatico e, se non lo è, va coinvolto il fornitore. Per i comunicati e gli altri testi pubblicati è utile stabilire chi si occupa della revisione e chi ne assume la responsabilità editoriale.
Sono due controlli immediati per gestire gli aspetti dell’articolo 50 che riguardano l’ente.