Linee Guida AGID dedicate all’AI nella Pubblica Amministrazione

Le Linee Guida AGID dedicate all’uso dell’intelligenza artificiale (AI) all’interno della Pubblica Amministrazione italiana.

Ultimo aggiornamento pagina: 29 novembre 2025

Aggiornamenti ufficiali recenti

  • 21 novembre 2025: Concluso questionario nazionale AGID-Politecnico Milano – risultati attesi primo semestre 2026
  • Novembre 2025: Pubblicato Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024-2026 – Aggiornamento 2026
  • 20 marzo 2025: Conclusa consultazione pubblica bozza Linee Guida AGID
  • Giugno 2025: Pubblicato primo rapporto AGID “L’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione” (PA centrali)

Prossimi passi attesi

  • Fine 2025 / Inizio 2026: Pubblicazione versione definitiva Linee Guida per l’ADOZIONE dell’IA nella PA
  • Dicembre 2025: Aggiornamento KPI e definizione indice di digitalizzazione (Piano Triennale CAP1.24)
  • Primo semestre 2026: Risultati questionario nazionale AGID-PoliMi esteso a tutti gli enti
  • Giugno 2026: Secondo report Osservatorio sulla digitalizzazione nel territorio italiano (Piano Triennale CAP1.31)
  • 2026: Pubblicazione Linee Guida per ACQUISTO/PROCUREMENT e SVILUPPO sistemi IA

NOTA IMPORTANTE: Questa pagina si basa sulla bozza delle Linee Guida sottoposta a consultazione pubblica (Determinazione n.17/2025 del 17 febbraio 2025).

Si attende la pubblicazione della versione definitiva entro fine 2025 o inizio 2026.

I principi fondamentali e la struttura generale sono già autorevoli e difficilmente subiranno modifiche sostanziali. Puoi utilizzare fin da ora gli strumenti operativi e le indicazioni metodologiche contenute nella bozza.

Alcuni dettagli tecnici potrebbero essere aggiornati nella versione finale, che integrerà i contributi raccolti durante la consultazione pubblica e i dati emersi dal questionario nazionale agli enti.

Questa pagina sarà aggiornata immediatamente non appena AGID pubblicherà la versione definitiva.

Il quadro d’insieme: perché le Linee Guida AGID sono fondamentali per il tuo ente

Se sei un Responsabile della Transizione Digitale o un dirigente pubblico, probabilmente ti stai facendo questa domanda: “Ma davvero mi servono altre linee guida? Non bastano l’AI Act europeo e la Legge 132/2025?”

La risposta è semplice: l’AI Act ti dice cosa devi fare per essere conforme, la Legge 132/2025 ti dice chi sono le autorità italiane di riferimento, ma le Linee Guida AGID ti dicono come farlo operativamente nella realtà quotidiana del tuo ente.

Le Linee Guida AGID per l’adozione dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione non sono un documento isolato. Fanno parte di un ecosistema più ampio previsto dal Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024-2026 (aggiornamento 2026) e rappresentano uno degli strumenti operativi che AgID mette a disposizione per accompagnare gli enti nella trasformazione digitale.

Pensa alle Linee Guida come al manuale operativo che traduce i principi generali in azioni concrete: quali passi seguire, quali documenti compilare, quali valutazioni condurre, quali competenze sviluppare.

È la differenza tra sapere che devi fare una valutazione d’impatto e avere in mano la checklist dettagliata per farla bene.

Le tre Linee Guida previste (questa è la prima)

AgID ha pianificato tre documenti complementari per coprire l’intero ciclo di vita dell’intelligenza artificiale nella PA:

  • Linee Guida per l’ADOZIONE (questa pagina) – Modalità operative per decidere se, quando e come adottare un sistema di IA, con particolare riferimento agli aspetti di conformità normativa e impatto organizzativo. Sono quelle attualmente in fase di finalizzazione dopo la consultazione pubblica.
  • Linee Guida per l’ACQUISTO e il PROCUREMENT (successive) – Procedure specifiche per acquisire soluzioni di IA attraverso gare pubbliche, contratti con fornitori, criteri di valutazione delle offerte. Previste per il 2026, dopo la pubblicazione della versione definitiva delle prime.
  • Linee Guida per lo SVILUPPO (successive) – Indicazioni tecniche per le amministrazioni che decidono di sviluppare internamente applicazioni basate su intelligenza artificiale. Anche queste previste per il 2026.

Come si collocano rispetto ad AI Act e Legge 132/2025

Facciamo chiarezza sulla gerarchia normativa e il ruolo di ciascun documento:

  • AI Act (Regolamento UE 2024/1689) – Stabilisce requisiti tecnici vincolanti per i sistemi di IA, la classificazione dei livelli di rischio, gli obblighi per fornitori e deployer. È direttamente applicabile in tutta Europa
  • Legge 132/2025 – Designa AgID e ACN come autorità nazionali per l’IA in Italia, stabilisce principi specifici per settori strategici (PA, sanità, lavoro, giustizia), conferisce deleghe al Governo per decreti attuativi. Non introduce nuovi obblighi oltre l’AI Act, ma definisce chi fa cosa in Italia
  • Linee Guida AGID – Traducono i requisiti normativi in procedure operative specifiche per la PA italiana, forniscono strumenti pratici e checklist, offrono esempi e best practice dal contesto nazionale. Sono emanate seguendo l’articolo 71 del Codice dell’Amministrazione Digitale

In sintesi: l’AI Act ti dice “devi fare una valutazione d’impatto sui diritti fondamentali per i sistemi ad alto rischio”, la Legge 132/2025 ti dice “AgID ti supporta in questo processo”, le Linee Guida AGID ti danno la checklist con le 50 domande da porti per condurre quella valutazione correttamente.

Come si collocano le Linee Guida AGID rispetto ad AI Act e Legge 132/2025

Facciamo chiarezza sulla gerarchia normativa e il ruolo di ciascun documento:

  • AI Act (Regolamento UE 2024/1689) – Stabilisce requisiti tecnici vincolanti per i sistemi di IA, la classificazione dei livelli di rischio, gli obblighi per fornitori e deployer. È direttamente applicabile in tutta Europa
  • Legge 132/2025 – Designa AgID e ACN come autorità nazionali per l’IA in Italia, stabilisce principi specifici per settori strategici (PA, sanità, lavoro, giustizia), conferisce deleghe al Governo per decreti attuativi. Non introduce nuovi obblighi oltre l’AI Act, ma definisce chi fa cosa in Italia
  • Linee Guida AGID – Traducono i requisiti normativi in procedure operative specifiche per la PA italiana, forniscono strumenti pratici e checklist, offrono esempi e best practice dal contesto nazionale. Sono emanate seguendo l’articolo 71 del Codice dell’Amministrazione Digitale.

In sintesi: l’AI Act ti dice “devi fare una valutazione d’impatto sui diritti fondamentali per i sistemi ad alto rischio”, la Legge 132/2025 ti dice “AgID ti supporta in questo processo”, le Linee Guida AGID ti danno la checklist con le 50 domande da porti per condurre quella valutazione correttamente.

La timeline: dove eravamo, dove siamo, dove andiamo

Capire il percorso che ha portato alle Linee Guida AGID ti aiuta a contestualizzare il loro valore e a prepararti ai prossimi passi.

La storia: dal Piano Triennale alla consultazione pubblica

2024 – Il Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024-2026 prevede esplicitamente l’emanazione di Linee Guida AGID sull’intelligenza artificiale come parte degli strumenti operativi per le amministrazioni.

Luglio 2024 – Gennaio 2025 – Si svolgono i lavori intensi del Tavolo di concertazione del Piano Triennale, con grande partecipazione delle amministrazioni. Come ha raccontato Fabio Massimi, funzionario della Segreteria tecnica di AGID, “c’è stata un’attività abbastanza intensa a partire da luglio e una grande partecipazione, perché i testi base delle diverse Linee guida sono stati commentati abbondantemente dalle amministrazioni facendo tesoro delle esperienze che piano piano stanno arrivando”.

È stata effettuata una ricognizione molto attenta sulle soluzioni di IA che la Pubblica Amministrazione italiana sta sviluppando, integrando le best practice europee e internazionali.

17 febbraio 2025 – AGID adotta con Determinazione n.17/2025 la bozza delle Linee Guida per l’adozione dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione e avvia la consultazione pubblica.

18 febbraio – 20 marzo 2025 – Consultazione pubblica aperta su Forum Italia. Cittadini, esperti, stakeholder, amministrazioni e imprese hanno potuto inviare commenti, suggerimenti e proposte di modifica sia di natura editoriale che tecnica. L’obiettivo dichiarato: migliorare il testo per garantire una più efficace implementazione da parte dei destinatari.

Giugno 2025 – AGID pubblica il primo rapporto “L’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione”, risultato di un’indagine condotta tra settembre e ottobre 2024 con il supporto del Politecnico di Milano su 108 amministrazioni centrali. Sono stati censiti 120 progetti di IA in esecuzione o fase esplorativa.

Novembre 2025 – AGID lancia un nuovo questionario nazionale più ampio, esteso a un numero maggiore di amministrazioni (non solo centrali), per mappare adozione, casi d’uso, strategie e progetti. Scadenza iniziale 14 novembre, poi prorogata al 21 novembre 2025.

Dove siamo ora (novembre 2025)

In questo momento siamo in una fase di elaborazione e consolidamento. AGID sta analizzando i contributi ricevuti dalla consultazione pubblica e i dati raccolti attraverso il questionario nazionale.

Questi input alimenteranno la versione definitiva delle Linee Guida, rendendole ancora più aderenti alla realtà operativa degli enti italiani.

La bozza attuale rappresenta già un riferimento autorevole e solido. I principi fondamentali, il modello di adozione, gli strumenti operativi sono frutto di mesi di lavoro con le amministrazioni e difficilmente subiranno modifiche sostanziali nella versione finale.

Puoi quindi iniziare fin da ora a utilizzare le indicazioni metodologiche e gli strumenti pratici contenuti nella bozza. Non devi aspettare la versione definitiva per muovere i primi passi concreti.

Cosa ci aspetta nei prossimi mesi

Fine 2025 / Inizio 2026 – È attesa la pubblicazione della versione definitiva delle Linee Guida per l’ADOZIONE, che integrerà i contributi della consultazione pubblica e i dati del questionario nazionale.

Primo semestre 2026 – Dovrebbero essere pubblicate le successive Linee Guida per l’ACQUISTO e il PROCUREMENT di tecnologie IA, che forniranno indicazioni specifiche per le gare pubbliche e i contratti con i fornitori.

2026 – Sono previste le Linee Guida per lo SVILUPPO di applicazioni di intelligenza artificiale, dedicate alle amministrazioni che vogliono sviluppare soluzioni internamente.

Parallelo: Piano Triennale – Nel frattempo proseguono le attività previste dal Piano Triennale 2024-2026, con scadenze rilevanti come l’aggiornamento dei KPI di digitalizzazione (dicembre 2025), la raccolta dati dal campione di enti per l’indice di digitalizzazione (giugno 2026), e la pubblicazione del secondo report sull’Osservatorio della digitalizzazione nel territorio italiano (giugno 2026).

I cinque principi chiave che guidano l’adozione dell’IA nella Pubblica Amministrazione

La bozza delle Linee Guida AGID stabilisce cinque principi fondamentali che devono orientare ogni decisione relativa all’adozione dell’intelligenza artificiale nelle pubbliche amministrazioni.

Non sono principi astratti, ma criteri operativi che devi applicare concretamente in ogni fase del processo.

1. Conformità e governance

Il primo principio riguarda il rispetto delle normative vigenti e la definizione di un quadro di gestione adeguato. Cosa significa nella pratica del tuo ente?

Significa che prima di adottare qualsiasi sistema di IA devi verificare la conformità all’AI Act europeo, alla Legge 132/2025, al GDPR e a tutte le normative settoriali applicabili. Non puoi delegare questa verifica al fornitore dicendo “sarà conforme, vero?”.

Devi condurre una valutazione documentata.

Significa anche definire chiaramente ruoli e responsabilità: chi autorizza l’adozione di un nuovo sistema? Chi monitora il suo funzionamento nel tempo? Chi interviene in caso di problemi? Chi aggiorna la documentazione?

Il principio di governance richiede che queste risposte siano scritte nero su bianco in una policy interna.

2. Etica e inclusione

L’utilizzo dell’IA deve avvenire in modo equo e non discriminatorio. I sistemi di intelligenza artificiale possono perpetuare o amplificare bias presenti nei dati di addestramento, generando discriminazioni anche non intenzionali.

Il principio di etica e inclusione richiede che tu adotti misure preventive per identificare e mitigare questi rischi. Prima di mettere in produzione un sistema di IA che impatta sui cittadini, devi testarlo su gruppi diversi per verificare che non produca risultati discriminatori basati su genere, età, etnia, disabilità o altre caratteristiche protette.

Devi anche garantire l’accessibilità: i servizi basati su IA devono essere fruibili da tutti i cittadini, comprese le persone con disabilità, nel rispetto della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

3. Qualità e affidabilità

Garanzia di soluzioni tecnologiche affidabili e sicure. Un sistema di IA che produce risultati errati o incoerenti non solo è inutile, è pericoloso per la reputazione del tuo ente e per i diritti dei cittadini.

Il principio di qualità e affidabilità impone standard precisi sui dati utilizzati per addestrare i sistemi (devono essere corretti, completi, rappresentativi), sulla robustezza tecnica delle soluzioni (devono funzionare in modo stabile e prevedibile), e sulla capacità di spiegare i risultati prodotti (trasparenza algoritmica).

Prima di adottare un sistema di IA, devi verificare che il fornitore ti fornisca documentazione tecnica adeguata sulla qualità dei dati, sui test condotti, sui margini di errore attesi, sulle limitazioni note del sistema.

4. Innovazione e sostenibilità

Promozione di tecnologie avanzate nel rispetto della sostenibilità economica e ambientale. L’intelligenza artificiale non deve essere adottata “perché è innovativa” o “perché lo fanno tutti”, ma solo quando porta benefici concreti e sostenibili.

Il principio di innovazione e sostenibilità richiede che tu valuti attentamente il rapporto costi-benefici di ogni iniziativa di IA. I costi non sono solo economici (licenze software, consulenze, formazione), ma anche ambientali (consumo energetico dei modelli di IA, soprattutto quelli generativi di grandi dimensioni) e organizzativi (tempo del personale, gestione del cambiamento).

Devi anche considerare la sostenibilità nel lungo periodo: cosa succede se il fornitore chiude o cambia politiche commerciali? Hai alternative o sei in una situazione di vendor lock-in? Il sistema è basato su standard aperti che ne facilitano la manutenibilità?

5. Formazione e organizzazione

Sviluppo di competenze adeguate per il personale coinvolto. Questo principio si collega direttamente al Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024-2026, che prevede una serie di iniziative concrete per supportare le amministrazioni.

Il programma formativo sulla piattaforma Syllabus (linea di azione CAP1.32 del Piano Triennale) affronta aspetti chiave di natura gestionale, tecnologica e giuridica connessi all’adozione dell’IA nella Pubblica Amministrazione. È rivolto a tutti i dipendenti PA e fornisce competenze trasversali necessarie per operare consapevolmente in un contesto dove l’IA è presente.

AGID organizza anche almeno 10 webinar all’anno su Intelligenza Artificiale per cittadini, imprese e PA (linea di azione CAP1.18), in collaborazione con Formez, SNA e Politecnico di Milano. Questi webinar sono gratuiti e accessibili a tutti i dipendenti pubblici.

Inoltre, sono stati attivati accordi di collaborazione tra AgID e università italiane (tra cui Politecnico di Milano e Università della Calabria) per promuovere una cultura condivisa dell’innovazione attraverso percorsi formativi, seminari e pubblicazioni congiunte.

La formazione non è un “nice to have”, è un requisito fondamentale. Non puoi adottare responsabilmente l’IA se il personale che la utilizzerà non ha le competenze per farlo in modo consapevole e critico.

Il modello di adozione: le sette fasi del ciclo di vita

Le Linee Guida AGID adottano il ciclo di vita di un sistema di intelligenza artificiale definito dall’OCSE, suddiviso in sette fasi che vanno dalla pianificazione iniziale alla dismissione finale.

Comprendere questo ciclo ti aiuta a organizzare il lavoro e a non dimenticare passaggi fondamentali.

Fase 1: Pianificazione e design

L’organizzazione individua l’obiettivo che il sistema di IA si prefigge di raggiungere, comprendendo il contesto nel quale il sistema dovrà operare e i dati richiesti.

Questa fase comprende la definizione dei bisogni e requisiti degli stakeholder, la traduzione di questi ultimi in requisiti tecnici misurabili, la progettazione dell’architettura e del design del sistema.

Nella pratica, questa è la fase dove ti chiedi: “Quale problema voglio risolvere? L’IA è davvero la soluzione migliore o esistono approcci più semplici? Chi sono gli utenti finali e quali sono le loro esigenze? Quali dati ho a disposizione e sono adeguati? Quali sono i rischi potenziali?”

È anche la fase in cui conduci una prima valutazione del livello di rischio secondo l’AI Act: il sistema che stai pianificando rientra nelle pratiche vietate? È ad alto rischio? È a rischio limitato o minimo? Questa classificazione determinerà tutti gli adempimenti successivi.

Fase 2: Raccolta e gestione dati

I dati sono acquisiti dalle varie sorgenti, analizzati per verificare se si adattano a distribuzioni statistiche al fine di stimarne i parametri corrispondenti, e ripuliti, integrati e trasformati secondo le esigenze.

La qualità dei dati è assolutamente critica per l’affidabilità del sistema di IA. Come dicono nelle scienze dei dati: “garbage in, garbage out” – se metti dentro dati spazzatura, otterrai fuori risultati spazzatura.

Devi documentare la provenienza dei dati, le basi giuridiche che ne legittimano il trattamento, le misure di sicurezza adottate per proteggerli. Se usi dati personali, devi verificare la conformità al GDPR e potenzialmente condurre una DPIA (Data Protection Impact Assessment).

Fase 3: Sviluppo e addestramento

Il modello di IA viene effettivamente costruito e addestrato sui dati raccolti. Questa fase è tipicamente condotta dal fornitore della soluzione, ma il tuo ruolo come amministrazione deployer è comunque fondamentale.

Devi richiedere al fornitore documentazione tecnica adeguata su come il modello è stato addestrato, quali metriche di performance sono state utilizzate, quali test di robustezza sono stati condotti, quali bias sono stati identificati e mitigati.

Non puoi accettare risposte vaghe tipo “il nostro sistema usa algoritmi avanzati di machine learning”. Devi pretendere trasparenza sulle scelte tecniche che impattano sull’affidabilità e sicurezza del sistema.

Fase 4: Verifica e validazione

Prima di mettere in produzione il sistema, devi condurre test approfonditi per verificare che funzioni come previsto, che i risultati siano accurati e coerenti, che non produca discriminazioni, che sia robusto rispetto a input inattesi o malevoli.

Questa fase include anche la verifica della conformità normativa: hai completato tutte le valutazioni d’impatto richieste? Hai predisposto la documentazione tecnica? Hai ottenuto le autorizzazioni necessarie? Hai informato correttamente i cittadini che interagiranno con il sistema?

Solo dopo aver superato positivamente tutte queste verifiche puoi passare alla fase successiva.

Fase 5: Deployment (messa in produzione)

Il sistema viene effettivamente messo a disposizione degli utenti finali e inizia a operare in ambiente reale. Anche in questa fase ci sono adempimenti specifici.

Devi assicurarti che gli utenti (cittadini, imprese, dipendenti interni) siano adeguatamente informati che stanno interagendo con un sistema di IA. Devi garantire che ci sia sempre supervisione umana effettiva, non solo sulla carta. Devi predisporre procedure chiare per gestire eventuali segnalazioni di malfunzionamenti o risultati errati.

Fase 6: Monitoraggio e manutenzione

Il ciclo di vita dell’IA non finisce con il deployment. Inizia una fase di monitoraggio continuo per verificare che il sistema continui a funzionare correttamente nel tempo, che le performance rimangano adeguate, che non emergano nuovi bias o problemi.

Devi definire indicatori di performance (KPI) e soglie di allerta. Se il tasso di errore del sistema supera una certa soglia, scatta un alert e deve intervenire un supervisore umano. Se emergono segnalazioni ripetute di discriminazioni, devi sospendere il sistema e condurre un’analisi approfondita.

La manutenzione include anche l’aggiornamento periodico del modello con nuovi dati, l’adattamento a cambiamenti normativi, la correzione di problemi identificati.

Fase 7: Dismissione

Quando un sistema di IA non è più necessario, è obsoleto o non conforme alle normative vigenti, deve essere dismesso in modo controllato. Non puoi semplicemente “spegnerlo” senza considerare le implicazioni.

Devi gestire la migrazione verso soluzioni alternative, garantire la continuità dei servizi ai cittadini, cancellare o anonimizzare i dati personali raccolti, aggiornare la documentazione e le informative.

La dismissione è anche un’opportunità di apprendimento: cosa ha funzionato bene? Cosa andrebbe migliorato in future adozioni? Quali lezioni abbiamo imparato?

Gli strumenti operativi: dalle checklist ai template

Uno degli aspetti più preziosi delle Linee Guida AGID è la dotazione di strumenti pratici che puoi utilizzare immediatamente per condurre le valutazioni richieste e documentare correttamente le tue decisioni.

Strumento 1: Valutazione del livello di maturità organizzativa e tecnologica

Prima di adottare sistemi di IA, devi capire se il tuo ente è pronto dal punto di vista organizzativo e tecnologico.

Lo strumento di valutazione della maturità ti guida attraverso una serie di domande su competenze disponibili, infrastrutture tecniche, processi di governance, cultura organizzativa.

Il risultato ti permette di identificare i gap da colmare prima di procedere con adozioni significative. Non ha senso adottare un sistema di IA avanzato se non hai personale formato, se la tua infrastruttura IT è inadeguata, se mancano policy chiare.

Strumento 2: Schede di valutazione d’impatto

L’Appendice alle Linee Guida contiene schede dettagliate per condurre la valutazione d’impatto dell’intelligenza artificiale. Sono organizzate in sei categorie principali:

  • C1 – Domande introduttive: Per qualificare il sistema e determinare il livello di rischio secondo l’AI Act.
  • C2 – Diritti fondamentali ed equità: Per valutare l’impatto sui diritti fondamentali dei cittadini e identificare potenziali discriminazioni.
  • C3 – Robustezza tecnologica: Per verificare la qualità tecnica del sistema, la sua resistenza agli errori, la sicurezza contro attacchi.
  • C4 – Governance dei dati: Per valutare la qualità, la liceità e la sicurezza dei dati utilizzati.
  • C5 – Gestione del rischio: Per identificare e mitigare i rischi operativi, legali e reputazionali.
  • C6 – Accountability: Per verificare che ci siano responsabilità chiare, tracciabilità delle decisioni, meccanismi di supervisione umana effettiva.

Ogni scheda contiene domande specifiche, indicazioni sul livello di rischio associato, suggerimenti per documentare adeguatamente le risposte.

Strumento 3: Checklist per la classificazione del livello di rischio

Una checklist operativa che ti guida nell’applicazione dell’Allegato III dell’AI Act per determinare se un sistema rientra nella categoria ad alto rischio.

La classificazione non è sempre intuitiva e questa checklist ti aiuta a non commettere errori.

Strumento 4: Template documentali

Modelli per la redazione di documenti richiesti dalla normativa: policy interne sull’uso dell’IA, informative ai cittadini, registri dei trattamenti integrati con sistemi di IA, procedure di supervisione umana.

Questi template non sono da copiare pedissequamente, ma da adattare alla specificità del tuo ente. Rappresentano però una base solida da cui partire, risparmiandoti il lavoro di creare tutto da zero.

Gli strumenti del Piano Triennale a supporto

Oltre agli strumenti specifici delle Linee Guida AGID, il Piano Triennale 2024-2026 (aggiornamento 2026) mette a disposizione un ecosistema più ampio di risorse.

Lo Strumento 5 – Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione, contenuto nella Sezione III del Piano Triennale, fornisce indicazioni operative complementari alle Linee Guida. In particolare, offre:

  • Best practice da casi reali italiani ed europei, con esempi concreti di come altre amministrazioni hanno affrontato sfide simili alle tue.
  • Modelli di riferimento per diverse tipologie di enti (grandi comuni, piccoli comuni, province, regioni, amministrazioni centrali), che tengono conto delle specificità organizzative e delle risorse disponibili.
  • Checklist operative per pianificare interventi, che integrano le indicazioni delle Linee Guida con considerazioni pratiche su budget, tempi, competenze necessarie.
  • Indicatori di successo per misurare l’impatto delle iniziative di IA, aiutandoti a dimostrare il valore creato per i cittadini e per l’organizzazione.

Puoi consultare tutti i 16 strumenti operativi previsti dal Piano Triennale per la digitalizzazione della PA nella Sezione III del documento, disponibile sul sito di AgID.

La fotografia dello stato dell’arte: il questionario nazionale AGID-Politecnico di Milano

Nel novembre 2025, AGID ha lanciato un’indagine nazionale sull’adozione dell’IA nella PA con il supporto tecnico-scientifico dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano.

Questo questionario rappresenta molto più di un semplice adempimento statistico: è uno strumento strategico per costruire le Linee Guida definitive sui dati reali degli enti italiani.

Perché è stato lanciato questo questionario

L’iniziativa si inserisce nel quadro della Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026 e del Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024-2026. L’obiettivo generale è promuovere l’innovazione e lo sviluppo dell’IA nel settore pubblico in modo coordinato e basato su evidenze empiriche.

Il questionario 2025 amplia significativamente il perimetro rispetto all’indagine precedente condotta nel 2024 sulle sole amministrazioni centrali. Ora include un numero molto maggiore di amministrazioni, estendendo l’analisi agli enti territoriali e locali, e approfondisce anche gli aspetti strategici e i modelli di adozione dell’IA.

Le quattro sezioni del questionario

La raccolta delle informazioni, realizzata attraverso la piattaforma EU Survey, è articolata in quattro sezioni complementari:

  • Sezione 1 – Contesto organizzativo dell’ente: Dimensioni, struttura, competenze disponibili, livello di digitalizzazione, esperienze pregresse con tecnologie innovative.
  • Sezione 2 – Strategia dell’ente per l’IA: Esistenza di una strategia formale, obiettivi prioritari, risorse dedicate, governance interna, policy adottate.
  • Sezione 3 – Casi d’uso identificati: Ambiti applicativi nei quali l’ente ha identificato potenziale utilizzo dell’IA, anche se non ancora realizzato.
  • Sezione 4 – Progetti di IA sviluppati dall’ente: Una scheda dettagliata per ciascun progetto già avviato o in fase di sperimentazione, con informazioni su finalità, tecnologie utilizzate, risultati attesi, criticità incontrate.

Gli obiettivi strategici del questionario

AGID ha comunicato chiaramente quali risultati intende ottenere da questa rilevazione:

  • Mappare i sistemi di IA e i relativi casi d’uso già realizzati o in fase di avvio presso le amministrazioni, ottenendo una fotografia completa dello stato dell’arte nazionale.
  • Individuare ambiti di intervento prioritari e definire politiche di adozione dell’IA valutandone impatti e rischi connessi, basandosi su dati reali e non su ipotesi teoriche.
  • Promuovere il riuso di soluzioni sviluppate con finanziamenti pubblici e la standardizzazione di procedure e piattaforme, evitando che ogni ente reinventi la ruota.

I primi risultati: il rapporto di giugno 2025 sulle PA centrali

Mentre attendiamo i risultati completi del questionario 2025 esteso a tutti gli enti, possiamo già analizzare i dati emersi dal primo rapporto pubblicato da AGID a giugno 2025, che fotografava la situazione delle amministrazioni centrali.

L’indagine aveva coinvolto 142 organizzazioni (tra Pubbliche Amministrazioni centrali e gestori di pubblico servizio a rilevanza nazionale), di cui 108 hanno risposto. Di queste, 45 hanno dichiarato di avere in corso almeno un’iniziativa legata all’IA.

Sono stati censiti complessivamente 120 progetti, sia attivi che in fase di sperimentazione. Le principali finalità dichiarate forniscono indicazioni chiare sulle priorità delle amministrazioni:

  • Aumento dell’efficienza operativa: 42% dei progetti. L’IA viene utilizzata per automatizzare processi ripetitivi, ridurre i tempi di lavorazione delle pratiche, ottimizzare l’allocazione delle risorse.
  • Miglioramento della gestione e dell’analisi dei dati: 24% dei progetti. Sistemi di IA per estrarre insight da grandi quantità di dati, identificare pattern nascosti, supportare decisioni evidence-based.
  • Ottimizzazione dell’accesso ai servizi da parte di cittadini e imprese: 18% dei progetti. Chatbot, assistenti virtuali, sistemi di raccomandazione per guidare gli utenti verso i servizi più appropriati.

Sul piano tecnologico, prevalgono soluzioni basate su machine learning tradizionale, con una diffusione significativa di chatbot e assistenti virtuali (presenti in oltre il 60% dei casi) e un crescente interesse verso modelli di IA generativa.

Cosa significa per il tuo ente

Se il tuo ente ha partecipato al questionario di novembre 2025, i dati che hai fornito contribuiranno direttamente a rendere le Linee Guida definitive più aderenti alla realtà operativa italiana.

Le tue esperienze, le criticità che hai segnalato, le best practice che hai condiviso diventeranno patrimonio comune.

Se non hai partecipato, i risultati aggregati del questionario ti permetteranno comunque di confrontarti con le esperienze di altri enti simili al tuo. Potrai vedere quali sono gli ambiti applicativi più diffusi, quali tecnologie vengono adottate, quali criticità sono comuni, quali risultati vengono raggiunti.

Il questionario alimenta anche l’Osservatorio sulla digitalizzazione nel territorio italiano previsto dal Piano Triennale (Obiettivo 1.3), che raccoglie sistematicamente dati su risorse, progetti e amministrazioni coinvolte nella trasformazione digitale.

Questo Osservatorio produrrà report periodici che ti aiuteranno a capire dove si colloca il tuo ente rispetto al panorama nazionale e dove concentrare gli sforzi di miglioramento.

Conformità normativa: come le Linee Guida integrano AI Act e Legge 132/2025

Uno degli aspetti che genera più confusione è il rapporto tra Linee Guida AGID, AI Act europeo e Legge 132/2025. Facciamo chiarezza definitiva su come questi strumenti si integrano e si completano a vicenda.

L’AI Act: i requisiti tecnici vincolanti

Il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) è direttamente applicabile in Italia e in tutti gli Stati membri. Stabilisce requisiti tecnici vincolanti che non possono essere derogati da normative nazionali.

Se adotti un sistema di IA ad alto rischio, devi rispettare i requisiti dell’AI Act su qualità dei dati, trasparenza, supervisione umana, robustezza, accuratezza, cybersicurezza. Non hai scelta: sono obblighi cogenti.

L’AI Act ti dice cosa devi garantire, ma non ti spiega come farlo operativamente nel contesto specifico della PA italiana. È qui che entrano in gioco le Linee Guida AGID.

La Legge 132/2025: il framework nazionale

La Legge 23 settembre 2025, n. 132 stabilisce il quadro italiano di implementazione. Designa AgID come autorità nazionale per la promozione dell’innovazione e ACN per la vigilanza sulla sicurezza.

L’articolo 14 della Legge 132/2025 stabilisce che le pubbliche amministrazioni utilizzano l’IA per incrementare l’efficienza, ridurre i tempi, aumentare la qualità dei servizi, assicurando la conoscibilità del funzionamento e la tracciabilità dell’utilizzo.

Questo obbligo di conoscibilità e tracciabilità va oltre i requisiti minimi dell’AI Act e richiede procedure specifiche. Le Linee Guida AGID ti spiegano esattamente come soddisfarlo.

Le Linee Guida AGID: il manuale operativo

Le Linee Guida traducono i requisiti normativi in procedure concrete. Prendono i principi astratti e li trasformano in checklist, template, esempi, best practice.

Esempio pratico: L’AI Act richiede “supervisione umana adeguata” per i sistemi ad alto rischio. La Legge 132/2025 stabilisce che “l’utilizzo dell’IA avviene in funzione strumentale e di supporto, con la persona che resta l’unica responsabile”.

Le Linee Guida AGID ti dicono:

  • Come documentare chi è il supervisore umano responsabile
  • Quali competenze deve avere questo supervisore
  • Come strutturare il processo decisionale che integra output IA e giudizio umano
  • Quali registri tenere per tracciare le decisioni
  • Come gestire i casi in cui l’output dell’IA viene disatteso dal supervisore

Questo è il valore aggiunto delle Linee Guida: la traduzione operativa.

I tre livelli di compliance

Quando adotti un sistema di IA nella PA italiana, devi soddisfare tre livelli di requisiti che si integrano:

  • Livello 1 – AI Act: Requisiti tecnici sui sistemi (qualità dati, robustezza, trasparenza algoritmica, ecc.). Applicabili a fornitori e deployer secondo la classificazione di rischio.
  • Livello 2 – Legge 132/2025: Requisiti specifici PA italiana (conoscibilità, tracciabilità, responsabilità umana, formazione personale). Applicabili a tutte le amministrazioni pubbliche.
  • Livello 3 – Linee Guida AGID: Procedure operative, strumenti pratici, best practice. Forniscono il “come” implementare i livelli 1 e 2.

Conformità alle Linee Guida: FAQ operative

Devo aspettare la versione definitiva per iniziare?

No, assolutamente no. La bozza attuale è già un riferimento autorevole costruito con mesi di lavoro e il contributo di molte amministrazioni. I principi fondamentali e la struttura generale difficilmente cambieranno nella versione definitiva.

Puoi e dovresti iniziare fin da ora a utilizzare gli strumenti di valutazione della maturità organizzativa, a mappare i sistemi di IA eventualmente già in uso nel tuo ente, a condurre le prime autovalutazioni con le schede di impatto.

Quando uscirà la versione definitiva, potrai semplicemente verificare se ci sono aggiornamenti significativi e adeguare eventualmente la documentazione. Ma il grosso del lavoro fatto sulla bozza attuale rimarrà valido.

La bozza ha valore vincolante?

No, la bozza in consultazione pubblica non ha ancora valore formalmente vincolante. Solo la versione definitiva, una volta emanata secondo l’articolo 71 del CAD, avrà piena efficacia normativa.

Tuttavia, la bozza riflette chiaramente la direzione ufficiale di AgID come autorità nazionale per la promozione dell’innovazione in materia di IA. Seguire fin da ora le sue indicazioni ti mette in una posizione sicura e ti prepara adeguatamente per quando le Linee Guida diventeranno definitive.

Pensa alla bozza come a un’anteprima affidabile di ciò che sarà richiesto. Non stai scommettendo su un’interpretazione incerta, stai seguendo indicazioni ufficiali di AgID.

Cosa cambia rispetto al Piano Triennale?

Il Piano Triennale 2024-2026 è il documento strategico generale che definisce obiettivi, risultati attesi, linee di azione per la trasformazione digitale della PA. Contiene indicazioni su tutti gli ambiti della digitalizzazione: dati, piattaforme, infrastrutture, sicurezza, competenze, servizi.

Le Linee Guida AGID sull’IA sono uno strumento operativo specifico, previsto dal Piano Triennale, che approfondisce in dettaglio le modalità di adozione dell’intelligenza artificiale. È un documento di secondo livello, molto più granulare e pratico.

Il rapporto è: Piano Triennale = strategia generale / Linee Guida AGID = manuale operativo specifico per IA.

Come uso il questionario AGID-Politecnico di Milano?

Se il tuo ente ha partecipato al questionario di novembre 2025, hai già contribuito alla base di conoscenza nazionale. Ora attendi i risultati aggregati che AGID pubblicherà probabilmente nel primo semestre 2026.

Se non hai partecipato (la scadenza era 21 novembre 2025), puoi comunque utilizzare le quattro sezioni del questionario come checklist interna per valutare il tuo ente:

  • Hai chiaro il contesto organizzativo e le competenze disponibili?
  • Hai definito una strategia per l’IA o procedi in modo opportunistico?
  • Hai identificato sistematicamente i casi d’uso prioritari?
  • Hai documentato adeguatamente i progetti già avviati?

Usare il questionario come autovalutazione ti aiuta a identificare gap e aree di miglioramento.

Hai bisogno di supporto concreto per adeguarti alle Linee Guida AGID?

Capisco perfettamente la tua situazione.

Hai una bozza autorevole ma non definitiva, un questionario da compilare, strumenti da utilizzare, e nel frattempo devi continuare a gestire l’ente.

Come possiamo aiutarti concretamente

  • Valutazione della maturità organizzativa – Utilizzo gli strumenti AGID per fotografare dove sei oggi e dove devi arrivare, traducendo i risultati in un piano d’azione chiaro con priorità definite.
  • Compilazione guidata degli strumenti di valutazione – Ti affianco nell’applicazione delle checklist di conformità e delle schede di valutazione d’impatto, assicurandoti di fare tutto correttamente fin da subito.
  • Formazione del personale su misura – Organizzo percorsi formativi specifici per il tuo ente, dal livello base per tutti i dipendenti a quello avanzato per RTD, DPO e responsabili di servizio.
  • Redazione di policy e procedure operative – Creo documenti pratici e immediatamente utilizzabili: policy interne, template DPIA/FRIA, procedure di autorizzazione, linee guida per il personale.
  • Affiancamento nella scelta e adozione di sistemi IA – Ti aiuto a valutare le proposte dei fornitori, verificare la conformità alle Linee Guida AGID, evitare vendor lock-in e soluzioni non appropriate.

Non aspettare di trovarti in difficoltà. Iniziamo insieme il percorso verso un’adozione responsabile e conforme dell’intelligenza artificiale nel tuo ente.

Guida per l’adozione dell’IA nella PA.